Estate in Giardino 2018

È arrivata l’estate al giardino condiviso e come gli anni passati l’evento è occasione per incontrarci, salutarci e parlare di piante. L’appuntamento è per le ore 18.00, per una visita guidata dai coordinatori del progetto, e a seguire una golosa novità: l’aperitivo Assaggi di Giardino preparato con ricette a base di piante e fiori del giardino, ma anche con le verdure dell’orto condiviso di Brusaschetto, nato a novembre dell’anno scorso.
Vi aspettiamo.

brochure Estate2018

Pedaluma a Po 27 maggio 2018

Domenica 27 maggio , le due ruote lente saranno protagoniste di un percorso molto suggestivo.
Da Casale Monferrato ripercorreremo le orme dei minatori in cammino sulle vie del cemento.
Arrivati ad Ozzano avremo comuni momenti musicali e gastronomici con gli amici dell’Associazione OperO (qui la loro pagina Facebook)
ripartiremo poi alla volta di Pontestura e Camino per raggiungere in seguito Morano dove gli amici del Po ci traghetteranno a Coniolo da cui infine ritorneremo a Casale .

Sport, natura, storia mineraria del Monferrato, vicende di uomini del nostro passato da conoscere e divulgare.

A questo link trovate l’evento Facebook

Qui di seguito invece la locandina dell’evento con i dettagli per info e prenotazioni.

Nasce l’Orto Condiviso di Camino

In seguito allo stage di due giorni con Gian Carlo Cappello e il suo progetto La civiltà dell’orto abbiamo dato vita all’Orto Condiviso di Camino in frazione Brusaschetto.
Per la coltivazione dell’orto verranno seguite le linee guida apprese allo stage, quindi nessun intervento fitosanitario o di concimazione e pochissimi innaffi, collaborazione con erbe e animali che popoleranno l’orto, condivisione di tempo, lavoro e raccolto.
Molte persone sono già interessate al progetto, per chi volesse saperne di più e/o partecipare attivamente alla realizzazione dell’orto (e al raccolto quando sarà pronto) siamo a disposizione!

Abbiamo creato una pagina facebook a questo link dove comunicheremo di volta in volta le nostre presenze all’orto per i lavori (chi non avesse Facebook potrà contattarci via mail: info@ilpicchiocamino.it o telefono: 3200879366 Mara). C’è ancora molto da fare, creare una recinzione, finire le semine, approvvigionare del fieno di scorta… pertanto vi aspettiamo, pronti a trasmettervi quello che abbiamo imparato, in attesa del ritorno di Gian Carlo la prossima primavera!

Pedaluma a Po il giorno dopo

L’avvio non è stato dei migliori: freddo, nebbia, una sottile pioggerellina. Un piccolo guasto tecnico ad uno dei partecipanti. Insomma, premesse non proprio incoraggianti. Poi tutto è cambiato, e non potevamo sperare di meglio.

Una settimana fa IT.A.CA’, Festival del Turismo responabile, approdava in Monferrato per la prima volta. Anche il Picchio ha esordito a IT.A.CA’ con una novità per noi: una pedalata, di scoperta del territorio attraverso i racconti di chi vive quel territorio. L’abbiamo chiamata “Pedaluma a Po” (“Pedaliamo a Po”), un’escursione immersi nella bellezza e nelle storie del Monferrato di collina e di pianura, ripercorrendo i luoghi della memoria dell’epopea dell’industria del cemento, una vicenda che ha segnato, nel XX secolo, la vita dei borghi monferrini lungo il Po. Come è andata? In questi casi si usa dire “un successo”, o qualcosa del genere. Questo lo lasciamo decidere a chi ha partecipato, quelle oltre trenta persone che, con un tempo da lupi, hanno affrontato la partenza da Casale nella mattinata di domenica scorsa, salutati dall’assessore Daria Carmi e dal vice presidente della provincia Federico Riboldi. La fortuna tuttavia ha arriso agli audaci e per l’ora di pranzo, arrivati a Camino dopo aver toccato Coniolo e Pontestura, il sole è spuntato e ha accompagnato le biciclette fino al rientro a Casale, dopo un’ultima tappa alla grangia di Pobietto.

Tutto bello, in particolare l’accoglienza e la disponibilità delle comunità che si sono toccate: a Coniolo il sindaco Enzo Amich, che ha partecipato alla pedalata portandosi dietro nel carrellino la sua adorabile figlia, ha ospitato il gruppo servendo tè e biscotti presso il ristorante Lacquolina e raccontando la storia del “paese che visse due volte”. A Pontestura il vicesindaco Gianni Pasino ha tenuto una breve e interessantissima lezione sull’esperienza del cemento pontesturese, in piazza , mostrando foto e reperti. A Camino il sindaco Giorgio Rondano ha preparato il pranzo per i ciclisti, ospitati dalla locale proloco. A Pobietto l’amministrazione di Morano sul Po, capeggiata dal sindaco Luca Ferrari ha accolto la truppa con le deliziose torte della Famija Muraneisa.

Un ringraziamento speciale va alla Confraternita degli Stolti dell’amico Massimo Biglia, che ha reso possibile l’approdo di IT.A.CA’ in Monferrato, e all’ente Aree Protette del Po vercellese-alessandrino che è stato promotore dell’evento supportandoci nell’organizzazione e offrendo gli spazi di Pobietto per le attività. Il presidente del Parco, Francesco Bove, e il direttore Dario Zocco hanno tra l’altro partecipato alla pedalata; il vicepresidente Carlo Giraudi, geologo, si è prestato e spiegarci, rocce alla mano, cosa sia la marna da cemento.

Supporto che non è mancato da parte della FIAB Amibici di Casale, i cui soci hanno accompagnato la manifestazione con il presidente Riccardo Revello, mettendo a disposizione la loro esperienza sulle due ruote.

Davvero molti sono stati gli attori che hanno contribuito alla riuscita di questo evento. Il Mulino Marello, di Rosa e Guido Marello, ha consentito ai partecipanti di visitare la sua struttura dove si producono farine di mais senza glutine, farine che sono state poi alla base del pranzo (polenta e torta di mais). Non meno importante l’apporto dei Monferrato.bike, il fornitore di e-bike (le biciclette con la pedalata assistita) che i partecipanti hanno potuto noleggiare godendosi la gita e i suoi saliscendi senza sforzi.

Non va dimenticato infine che “Pedaluma a Po” è un’iniziativa che rientra nel progetto di valorizzazione del Parabolide di Casale Monferrato, supportato dal contributo di Compagnia di San Paolo e capofila del quale è il Comune di Casale.

Un’ultima parola la spendiamo molto volentieri per i “ragazzi” dell’organizzazione centrale di IT.A.CA’, guidati da Pierluigi Musarò dell’Associazione Yoda di Bologna, che con grande entusiasmo sono saliti in sella insieme a noi e ci hanno accompagnato, scoprendo il Monferrato dalle due ruote.

Per concludere con noi del Picchio: era un’incognita questo evento, inserito in una manifestazione che, essendo all’esordio, costituiva a sua volta un’incognita. Come sempre ci abbiamo messo entusiasmo e abbiamo cercato di fare le cose al meglio. Ci siamo divertiti molto, speriamo lo abbiano fatto anche tutti coloro che hanno pedalato sul fiume insieme a noi!

Autunno in Giardino

E’ tempo di autunno, di colori intensi, delle ultime fioriture e dei primi freddi. Il giardino necessita anche in questa splendida stagione di attenzioni e cure. Il Giardino condiviso di Camino è un piccolo angolo verde creato in una zona dismessa presso l’ex asilo di Camino, oggi sede della Biblioteca comunale e della Proloco. Dopo il suo impianto, che il Picchio ha curato nella primavera del 2016 con i partecipanti al corso di giardinaggio, il Giardino è stato donato alla comunità caminese. L’accesso è libero, chiunque può rilassarsi su di una delle sue panchine, immerso nei profumi delle varie essenze coltivate.

“Autunno in Giardino” è l’appuntamento stagionale per chiunque sia interessato a conoscere qualche segreto di giardinaggio, fare quattro chiacchiere tra appassionati con una tazza di the, scambiare semi e piantine, e fare un po’ di manutenzione al Giardino condiviso. L’appuntamento è per sabato 4 novembre in via Roma 4 a Camino, dietro la Biblioteca comunale, a partire dalle 14,30. Vi aspettiamo.

La civiltà dell’orto, la rivoluzione del filo di fieno.

Riprendiamo le attività dopo la pausa estiva, con una serata informativa presso il Giardino Condiviso di Camino.
Parleremo di agricoltura naturale insieme all’agronomo Gian Carlo Cappello, autore del libro: “La civiltà dell’orto, la rivoluzione del filo di fieno”. Durante la serata verrà presentata la filosofia di questo approccio alla coltivazione naturale illustrata nel libro (che sarà possibile acquistare direttamente dall’autore). La serata è gratuita e  presenterà lo stage omonimo che si terrà nei giorni 11 e 12 novembre 2017.

In caso di maltempo la presentazione si terrà presso la biblioteca.

Ecco il link alla locandina dell’evento. Vi aspettiamo!

Anduma a Po – Divagazioni Sul Fiume

Domenica 16 Ottobre 2016 – dalle ore 10:00 alle ore 18:00
presso l’ex Monastero Di Santa Maria
Via Monastero 10 – Rocca Delle Donne – Camino (AL)
si svolgerà l’evento

Anduma a Po

divagazioni sul fiume

con visite guidate al e sul fiume, teatro di paglia, esposizione di fotografie, corso di acquerelli e visita al Monastero.
20151005gabbiani
per informazioni:
info@ilpicchiocamino.it

La passeggiata botanica è stata un successo

Sabato 7 maggio la passeggiata botanica organizzata dalla nostra Associazione in collaborazione con il Parco del Po ha riscontrato una partecipazione di pubblico oltre le aspettattive.

Foto 09-05-16, 21 15 49Il gruppo, sotto l’esperta guida di Luca Cristaldi, responsabile del settore agro-forestale del Parco, e di Paola Palazzolo, guardiaparco specializzata in botanica, è partito da Piazza Norzi a Rocca delle Donne e, percorrendo il sentiero “della chiesa”, è disceso verso le sponde del Po. In poche decine di metri di dislivello la vegetazione è cambiata significativamente, in base al tipo di terreno ma anche alle lavorazioni che l’uomo ha condotto nel passato e i cui segni oggi sono quasi scomparsi. Illuminante al proposito la considerazione fatta sulle tipologie di bosco, basate sull’età e sull’intervento dell’uomo: si è visto come un terreno abbandonato si riempia prima di erbe, poi di rovi e arbusti, quindi di alberi, e man mano che questi ultimi crescono ed espandono le proprie chiome, la vegetazione sottostante cambi, fino a raggiungere quella che è la nostra idea di bosco pulito, di cui abbiamo un esempio nel Bosco della Partecipanza di Trino. Qui gli alberi sono molto grandi e le chiome non lasciano filtrare luce.

WP_20160507_14_33_16_ProIl problema è che i nostri boschi e le nostre campagne sono fortemente colonizzati da specie esotiche che entrano in forte competizione con quelle autoctone, scalzandole e impoverendo la biodiversità (con conseguente aumento della fragilità degli ecosistemi).
Tutto ciò fa comprendere quanto sia importante il modo di gestire un bosco: i tagli indiscriminati e non rispettosi dei processi di sviluppo delle piante, favoriscono
la diffusione – a partire dal sottobosco – delle specie esotiche, come ad esempio la robinia, che ha colonizzato nell’ultimo secolo i versanti collinari a discapito del bosco originario.
Nel corso della passeggiata si sono potuti osservare svariati tipi di erbe e di piante: dall’ortica (ottima in cucina), alla felce aquilina, dall’equiseto (mineralizzante) all’erba mazzolina, dal caglio zolfino (usato una volta nella caseificazione) alla barba di becco a tromba, dai rovi che poi in estate ci danno le more, alla rosa canina, dal biancospino, alla farnia, dall’olmo, con le sue foglie tipicamente asimmetriche alla base, al ciliegio selvatico.

001Avvicinandosi al fiume, le aree boscate hanno lasciato il posto alla coltivazione dei pioppi: nel sottobosco il terreno è ricco di sostanza organica (rami, foglie, frutti caduti ecc.), mentre in corrispondenza delle zone coltivate il terreno ha una costituzione limoso-sabbiosa dovuta alla vicinanza del corso d’acqua.
La decomposizione della materia organica è un elemento fondamentale dell’ecosistema: lasciare sul posto gli alberi morti è una pratica importante, poiché essi costituiscono un essenziale riparo (nidi e tane) e una fonte di cibo per molti organismi, dagli insetti xilofagi agli uccelli che di essi si nutrono (come i picchi). La lezione è questa: meno l’uomo mette mano al terreno, meglio questo si autoregola.
Giunti infine in riva al Po, abbiamo attraversato un bosco di pioppi coltivati nel quale l’unica specie rigogliosa era l’artemisia, che è una pianta che si espande in profondità, e che quindi non viene debellata dal discaggio, a differenza di tutte le altre erbe. L’artemisia in questione è un altro esempio di pianta esotica invasiva.
Sulla riva, dove il terreno è fine e limoso, l’ambiente è favorevole ad altre specie, tra cui il salice bianco, pianta tipica delle sponde fluviali.
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Seguendo il corso del fiume, si è giunti alla stazione di reimpianto che il Parco ha allestito su terreni precedentemente coltivati. Qui, nell’ambito del progetto di rinaturalizzazione, sono stati messi a dimora pioppi neri e pioppi bianchi. Queste specie naturali, a crescita rapida, nel giro di una decina d’anni copriranno con le loro chiome il terreno, difendendolo dalle specie esotiche invasive a tutto vantaggio della ricolonizzazione da parte delle specie autoctone. In questo modo, una volta effettuato il taglio del pioppeto, si sarà ottenuto un bosco spontaneo con le tipiche specie della zona: frassino, ciliegio selvatico, farnia, olmo ecc.
Da ultimo si sono raggiunte le aree umide in località Brusaschetto Basso: gli stagni, originati dall’attività di estrazione di ghiaie, sono ora nel pieno del processo di rinaturalizzazione curato dagli esperti del Parco. L’ambiente è stato colonizzato da una incredibile varietà di rettili, uccelli, anfibi. Il valore ambientale dell’area è notevole, e lo testimonia la rapidità con la quale la fauna si è insediata: ora rimane da tutelare questo patrimonio e farlo diventare occasione di fruizione da parte del crescente turismo naturalistico.
WP_20160507_16_21_50_ProLa giornata è terminata in allegria a bagnetto verde e un buon bicchiere di vino, presso l’ex monastero della Rocca.
Ci è doveroso ringraziare il Parco per la disponibilità e gentilezza dei suoi dipendenti, e i rocchesi Franco Doria e Franco Poletti che si sono adoperati per la pulizia del sentiero “della chiesa”.

Altre fotografie sulla nostra pagina Facebook a questo link

Mara Begnini, Pier Iviglia.

La presentazione del libro: L’emozione in ogni passo.

Nella serata di venerdì 6 maggio, a Camino, per iniziativa della biblioteca e del comune, la scrittrice Fioly Bocca ha presentato il suo libro “L’emozione in ogni passo”, edito da Giunti.
Era presente un pubblico numeroso e attento – una quarantina di persone – e il dialogo con l’autrice è stato spontaneo e animato.

Fioly Bocca vive sulle colline del Monferrato ed è madre di due figli. Laureata in Lettere, si è specializzata con un corso in redazione editoriale. Lavora a tempo pieno a Torino andando avanti e indietro ogni giorno in treno e proprio durante le ore di viaggio riesce a ricavare lo spazio per leggere e scrivere: le sue passioni più grandi.

Il suo romanzo d’esordio “Ovunque tu sarai”, edito sempre da Giunti, è stato un grande successo del passaparola. Ha conquistato in breve tempo un pubblico di affezionate lettrici e lettori che hanno accolto con altrettanto favore il suo secondo libro, pubblicato a un solo anno di distanza dal primo.

I libri di Fioly parlano di sentimenti veri: l’amore, che può essere “una benedizione ma anche una iattura”; il dolore, come la morte di una persona cara e il difficile percorso per accettarla; la speranza che permette di dare un senso al futuro.

“L’Emozione in ogni passo” è ambientato lungo il Cammino di Santiago, dove si intrecciano destini, nascono amicizie e la fine del percorso è l’inizio di un nuovo modo di affrontare la vita. Perché il viaggio lungo le strade dei pellegrini è anche un viaggio all’interno di sé stessi, faticoso ma liberatorio.

 

Francesca Balestreri