Sketching in Monferrato: quest’anno si replica con “Pennelli pellegrini”

I partecipanti all’edizione 2018 all’Ecomuseo della Pietra da Cantoni di Cella Monte (AL)

C’è fermento in Monferrato. E non è ancora quello dei mosti. Il comitato organizzatore di “IT.A.CA’ Migranti e Viaggiatori” è in piena attività per dare vita alla nuova edizione 2019 dell’evento.

IT.A.CA’ (https://www.festivalitaca.net/) è il primo festival italiano che si occupa di turismo responsabile e per il terzo anno questa importante e variopinta manifestazione farà tappa nel nostro Monferrato dal 13 al 20 ottobre (https://www.ca-mon.it/ per il calendario degli eventi e tutte le informazioni).

Sketcher all’opera nella splendida cornice del vivaio acquatico Eta Beta di Conzano (AL)

Anche Il Picchio, sin dall’inizio, partecipa attivamente e con entusiasmo al festival. Dallo scorso anno abbiamo creato un evento di due giorni incentrato sullo sketching, cioè sul disegno dal vivo, principalmente ad acquerello, per la creazione di suggestivi “diari di viaggio” colorati, alla maniera dei “carnet de voyage” dei viaggiatori del passato (che non avevano né macchina fotografica né telefonino!). Con l’apporto determinante di alcuni professionisti di questo splendido genere artistico-letterario-culturale, ospiti dell’evento, abbiamo condotto in un viaggio attraverso la “terra” del Monferrato un bel gruppo di appassionati acquerellisti. La “terra” era infatti il tema dell’edizione 2018 di IT.A.CA’ in Monferrato: terra qui significa agricoltura, vigna, ma anche Pietra da Cantoni (lo roccia con cui sono costruiti i paesi monferrini), marna da cemento (la cui estrazione in profonde miniere ha costituito l’anima dell’economia industriale del territorio per un secolo), infernot, natura, cultura, società.
Per due giorni abbiamo girovagato nel cuore del Monferrato divenuto patrimonio Unesco, facendo tappa nei suoi più suggestivi borghi.

Gli ospiti dell’edizione 2018: Anna Regge, Roberto Cariani e Lorenzo Dotti.

Quest’anno replichiamo, ma con nuove suggestioni. Possiamo anticipare che l’edizione 2019 di sketching si chiamerà “Pennelli pellegrini” e sarà giocata intorno a due dei fulcri dell’arte sacra del Monferrato: la canonica di Santa Maria di Vezzolano, autentico gioiello del romanico piemontese, e il Sacro Monte di Crea (patrimonio Unesco), che sarà anche la principale location del festival monferrino di quest’anno.
Allora segnatevi le date del 19 e 20 ottobre e seguiteci nei prossimi mesi per conoscere tutti i dettagli dell’evento!

In Giardino è tempo d’estate e di insetti!

Le fioriture della primavera nel Giardino condiviso di Camino

A volte capita che si facciano incontri insoliti, di quelli che stupiscono e che ci lasciano meravigliati. Così è successo qualche giorno fa nel nostro Giardino condiviso: siamo riusciti a catturare quell’istante in cui l’Ape legnaiola (Xylocopa violacea) si ricopre di polline.

Personalmente non avevo mai visto o forse mai notato questo insetto di colore nero tendente al blu notte che di punto in bianco si veste di polline e diventa tutto bianco.

L’Ape legnaiola ricoperta di polline tra i fiori del Giardino condiviso (f. P. Iviglia)

Da questo incontro ci è venuta l’idea di condividere con gli amici del Giardino condiviso un momento per conoscere gli insetti che visitano i nostri fiori e di cui spesso non conosciamo né nomi né utilità. In questa scoperta, SABATO 29 GIUGNO, dalle ore 17.30, ci aiuterà Piera Bionda, guardiaparco ed entomologa, che ci accompagnerà in giardino illustrandoci le farfalle e gli altri visitatori abituali del luogo. Arianna Lanzone, nostra amica architetto del paesaggio, ci racconterà invece quali piante mettere in giardino per attirare le farfalle.

Gli amici della biblioteca ‘Gabriele Serrafero’ leggeranno brevi favole per grandi e piccini di Leonardo da Vinci, riscritte in italiano corrente, con protagonisti il bruco che diventa farfalla , le formiche e le api. Passeremo un momento conviviale con una merenda estiva e due chiacchiere e, per gli appassionati di libri di giardinaggio, allestiremo un angolo di Book Crossing per lo scambio di libri sul verde.

Vi aspettiamo numerosi per scoprire insieme “a Bug’s Life!”

E alla fine è stato “Storie della collina”

Partenza da Brusaschetto

Non è stato semplice riuscire a far partire la nuova camminata del Picchio, “Storie della collina”. Il pazzerello (meteorologicamente parlando) mese di maggio ha respinto per ben due fine settimana l’appuntamento escursionistico-culturale, facendo ammattire un po’ tutti con gli occhi sempre fissi sulle previsioni del tempo. E così si è arrivati al 1 giugno, un sabato caldo ma non troppo, con un sottobosco ancora piacevolmente fresco dalle giornate di pioggia delle settimane precedenti e i sentieri già sufficientemente asciutti per essere praticabili senza difficoltà. Ne è nata una bella giornata, dove una quarantina di persone ci hanno omaggiato della loro presenza e curiosità, scarpinando su e giù per le colline caminesi, seguendo tracce di cinghiali, medioevo, farfalle e archeologia industriale.

Lì davanti c’era Brusaschetto Nuovo, il paese scomparso

Il territorio che circonda il piccolo borgo di Brusaschetto ha un interesse del tutto particolare per la sua storia recente, che lo accomuna ad altre aree del casalese, teatro della grande “corsa alla marna” per la produzione di calce e cemento. Una corsa iniziata nell’Ottocento e interrottasi, brutalmente, negli anni ’50 del Novecento, quando altri sistemi di produzione più economici hanno affossato l’economia delle miniere monferrine. Così, nei folti boschi brusaschettesi, si nascondono accuratamente pochi ma significativi resti di quel periodo storico: e appare strano immaginare quegli stessi luoghi, oggi così selvatici, popolati invece di strutture produttive, di ferrovie industriali, teleferiche, stazioni di carico e di centinaia di operai e addetti. Su tutto poi, la storia di Brusaschetto Nuovo, il paese vissuto solo cinquant’anni esatti e ora scomparso nel vortice polveroso del passato.
Una camminata intervallata dal racconto di queste vicende, su quei medesimi luoghi, oggi attraversati dal sentiero 770 che il CAI di Casale Monferrato, co-organizzatore dell’iniziativa, ha recentemente accatastato e dotato di segnavia.

Il luogo della merenda, al monastero della Rocca delle Donne

A metà pomeriggio, risalendo dal fiume, si è giunti a Rocca delle Donne, sbucando proprio sul retro del vecchio monastero di Santa Maria. E qui è stata l’ora di una meritata sosta, con buon vino, bagnetto verde, torte salate e dolci; nel mentre una visita all’antica struttura, edificata mille anni fa e divenuta famosa per la piccola corte di nobildonne votate alla regola benedettina che l’hanno gestita per i secoli medievali, in dipendenza dalla lontana e potentissima abbazia francese di La Chaise-Dieu.
Mentre il sole si abbassava sull’orizzonte il gruppo di camminatori rientrava infine a Brusaschetto, ridiscendendo sulle sponde del grande Fiume, nel mezzo di boschi di enormi pioppi, e poi raggiungendo la cima della collina per chiudere la giornata. Una giornata intensa e per noi ricca di nuove amicizie e di soddisfazioni, una giornata che ci auguriamo abbia lasciato un piccolo segno e qualche storia nuova ai tanti che hanno partecipato.

Immaginate…

Immaginate un piccolo borgo disteso e assonnato sulla spina dorsale dritta di una collina coperta di boschi, che sembra un po’ perso nel cielo azzurro, e dove la chiesa non ha più il suo campanile. Immaginate un grande specchio d’acqua pieno di anatre e vibrante del gracidìo di migliaia di rane, e immaginate che lì una volta c’era un paesello, con la sua piazza, le sue casette e la sua chiesa di mattoni. Immaginate un grande pozzo che scende nelle viscere della terra per oltre cento metri di profondità e si dirama in un intrico di gallerie sotterranee. Immaginate ancora le acque nitide di un grande fiume, incorniciate da ciottoli bianchissimi, e immaginate di vederle dall’alto, dalle logge di un vecchio monastero medievale. Fate uno sforzo e provate anche a immaginare le monache, nobildonne che trattano con conti, marchesi e vescovi, che innalzano lodi al Signore e insieme, forse, si danno a commerci più mondani. Immaginate tutto questo e aggiungete il verde brillante del bosco primaverile, l’ombra che protegge dal caldo, i canti degli uccelli della selva.

Il 18 maggio proviamo a rendere tutto ciò reale, e ci mettiamo pure una merenda sull’erba. Non sarà un compito difficile, perché il territorio che abbiamo la fortuna di vivere quotidianamente ci offre grandi emozioni e suggestioni. Noi vedremo solo di raccontarlo, almeno per quella parte che già, nella sua bellezza, non si racconta da sola.

E allora scopriremo cosa c’era sotto Brusaschetto, una storia degna dei Nibelunghi, scoprirermo cosa è successo a Brusaschetto Nuovo, un disgraziato paese vissuto poco meno di cinquant’anni, nella cui piazza oggi nuotano le carpe. Esploreremo palmo a palmo le vecchie mura del monastero di Santa Maria della Rocca, che proprio in questo periodo compiono la bella età di mille anni e nella loro apparente, austera immobilità hanno voglia di raccontarci storie di un lontano passato, storie strane, storie a volte inquietanti, a volte divertenti.

Sarà un pomeriggio di svago, di curiosità, con un po’ di sano moto e un buon ristoro, da consumare distesi sull’erba a guardare il mare a quadretti della pianura del riso. Costeggeremo il grande Fiume, subendone il fascino magnetico che già stregò gli Argonauti di Giasone millenni fa. Cammineremo su quelle esili e insieme coriacee vie di campagna che segnano i pendii delle colline con il loro procedere discreto, sinuoso e splendidamente arcaico.

Insomma, cercheremo di farvi parlare direttamente con questa terra che ha sempre tanto da raccontare, come un vecchio sorridente che ha le tasche piene di storie. Perché “Storie della collina” è qualcosa di più di una semplice camminata…

Quante storie queste colline!

Rocca delle Donne affacciata sulla pianura.

Camminare fa bene. Se al ritmo lento della marcia si accompagnano luoghi di selvaggia bellezza, panorami lunghi e sorprendenti e i racconti di storie lontane, ma vive più che mai, gli ingredienti ci sono e ne può nascere un piacevole pomeriggio. Sabato 18 maggio si scenderà lungo il grande Fiume partendo da Brusaschetto (Camino, AL), nel mezzo di boschi che erano vigne, tra i segni quasi scomparsi delle vecchie miniere di marna. Poi si risalirà fino al terrazzo naturale di Rocca delle Donne, dove da mille anni un antico monastero conserva gelosamente i suoi segreti. Il tempo di ascoltare qualche pettegolezzo sulle monache del passato, una merenda affacciati sulla distesa delle risaie allagate e poi via di ritorno, per vecchi sentieri ombrosi, nel mezzo di un verde che più verde non si può. Buttatevi allora tra le “Storie di collina”, alla scoperta del nuovo itinerario CAI 770!

Un sabato nel villaggio

Anna Maria Bruno racconta la parrocchiale di San Lorenzo (f.-Max Biglia)

Una prima assoluta per Camino, che mai aveva ospitato il format di scoperta storico-culturale dei borghi monferrini ideato dall’Ente Parco del Po vercellese-alessandrino e dalla guida Anna Maria Bruno: il “Sabato nei villaggi”. Una numerosa e interessata schiera di turisti della cultura ha passeggiato nel fresco pomeriggio del 13 aprile tra i cantoni di Camino. E allora ecco le macine in pietra del Mulino Marello, dalle quali escono farine di qualità, i mille profumi delle fioriture del Giardino condiviso, i banchi della parrocchiale settecentesca di San Lorenzo ad ascoltare la storia del luogo e infine, col naso all’insù, tra quei preziosi affreschi che ricoprono le pareti della chiesa di San Gottardo. E dopo tanta gratificante fatica per gli occhi e le orecchie, il momento di soddisfare anche la pancia: degustazione vini e una fetta di torta sul sagrato della chiesa.

Passeggiata ecologica 2019

Alle solite, anche quest’anno, il 30 marzo – in clima (è il caso di dirlo) di grande parlare di riduzione della plastica e di lotta all’inquinamento – i caminesi si sono messi i guanti da lavoro e ci hanno dato dentro a svuotare fossi e rive da sacchetti, bottiglie, ma anche da roba più “robusta” come copertoni, mobilia, un calcio balilla ecc. Insomma, dopo dieci anni di “Passeggiata ecologica”, un evento di sinergia tra il Picchio, il comune di Camino, l’Ente Parco e il consorzio Cosmo, tocca ancora fare i conti con la profonda stupidità di coloro che deturpano il bello (che è di tutti) con i loro rifiuti. Una buona notizia però c’è: a forza di raccogliere immondizia abbandonata, la sua quantità progressivamente si riduce, di pari passo, si spera, con una nuova, matura coscienza di quanto sia importante rispettare profondamente l’ambiente, che non ci appartiene ma al quale apparteniamo tutti.

L’Autunno nel Piatto: alla scoperta delle radici.

Le radici commestibili sono un tema conosciuto quando parliamo di zenzero, curcuma, daikon ecc.,   ingredienti oggi diffusi nelle nostre ricette, di cui spesso però ignoriamo l’origine.
Domenica 25 Novembre 2018, il Picchio propone un evento alla scoperta delle radici selvatiche commestibili tipiche dei nostri boschi, in modo particolare quelli della Val Chiusella, dove Cristiana Betti de “Il Giardino Del
le Naiadi” ci ospiterà nel suo vivaio-ristoro per condurci in una originale esplorazione botanico-culinaria.

Il programma  prevede nella mattinata una passeggiata botanica dedicata al riconoscimento e alla raccolta delle radici, cui seguirà un laboratorio di cucina con approfondimento degli aspetti legati al loro utilizzo, durante il quale cucineremo assieme piatti originali e appetitosi da gustare durante il pranzo.
Nel pomeriggio si parlerà dell’importanza della varietà alimentare, delle proprietà delle radici, della loro storia, coltivazione e naturalizzazione.
L’ultima parte della giornata sarà dedicata alla  produzione di gallette ottenute dall’estrazione di farina dalle radici di piante acquatiche (sistema antichissimo, risalente al paleolitico). 

vi spettiamo!

Il Picchio

Visualizza la locandina dell’evento

Serata “social” a Camino

Venerdì 23 marzo alle ore 21 a Camino, presso la Pro Loco Caminsport si terrà una serata informativa gratuita aperta a tutti.
Marco Moret, Alice Monti e Valter Ricci ci illustreranno il mondo dei social network.
Qui di seguito la locandina dell’evento.

Partecipate numerosi!

 

Pedaluma a Po il giorno dopo

L’avvio non è stato dei migliori: freddo, nebbia, una sottile pioggerellina. Un piccolo guasto tecnico ad uno dei partecipanti. Insomma, premesse non proprio incoraggianti. Poi tutto è cambiato, e non potevamo sperare di meglio.

Una settimana fa IT.A.CA’, Festival del Turismo responabile, approdava in Monferrato per la prima volta. Anche il Picchio ha esordito a IT.A.CA’ con una novità per noi: una pedalata, di scoperta del territorio attraverso i racconti di chi vive quel territorio. L’abbiamo chiamata “Pedaluma a Po” (“Pedaliamo a Po”), un’escursione immersi nella bellezza e nelle storie del Monferrato di collina e di pianura, ripercorrendo i luoghi della memoria dell’epopea dell’industria del cemento, una vicenda che ha segnato, nel XX secolo, la vita dei borghi monferrini lungo il Po. Come è andata? In questi casi si usa dire “un successo”, o qualcosa del genere. Questo lo lasciamo decidere a chi ha partecipato, quelle oltre trenta persone che, con un tempo da lupi, hanno affrontato la partenza da Casale nella mattinata di domenica scorsa, salutati dall’assessore Daria Carmi e dal vice presidente della provincia Federico Riboldi. La fortuna tuttavia ha arriso agli audaci e per l’ora di pranzo, arrivati a Camino dopo aver toccato Coniolo e Pontestura, il sole è spuntato e ha accompagnato le biciclette fino al rientro a Casale, dopo un’ultima tappa alla grangia di Pobietto.

Tutto bello, in particolare l’accoglienza e la disponibilità delle comunità che si sono toccate: a Coniolo il sindaco Enzo Amich, che ha partecipato alla pedalata portandosi dietro nel carrellino la sua adorabile figlia, ha ospitato il gruppo servendo tè e biscotti presso il ristorante Lacquolina e raccontando la storia del “paese che visse due volte”. A Pontestura il vicesindaco Gianni Pasino ha tenuto una breve e interessantissima lezione sull’esperienza del cemento pontesturese, in piazza , mostrando foto e reperti. A Camino il sindaco Giorgio Rondano ha preparato il pranzo per i ciclisti, ospitati dalla locale proloco. A Pobietto l’amministrazione di Morano sul Po, capeggiata dal sindaco Luca Ferrari ha accolto la truppa con le deliziose torte della Famija Muraneisa.

Un ringraziamento speciale va alla Confraternita degli Stolti dell’amico Massimo Biglia, che ha reso possibile l’approdo di IT.A.CA’ in Monferrato, e all’ente Aree Protette del Po vercellese-alessandrino che è stato promotore dell’evento supportandoci nell’organizzazione e offrendo gli spazi di Pobietto per le attività. Il presidente del Parco, Francesco Bove, e il direttore Dario Zocco hanno tra l’altro partecipato alla pedalata; il vicepresidente Carlo Giraudi, geologo, si è prestato e spiegarci, rocce alla mano, cosa sia la marna da cemento.

Supporto che non è mancato da parte della FIAB Amibici di Casale, i cui soci hanno accompagnato la manifestazione con il presidente Riccardo Revello, mettendo a disposizione la loro esperienza sulle due ruote.

Davvero molti sono stati gli attori che hanno contribuito alla riuscita di questo evento. Il Mulino Marello, di Rosa e Guido Marello, ha consentito ai partecipanti di visitare la sua struttura dove si producono farine di mais senza glutine, farine che sono state poi alla base del pranzo (polenta e torta di mais). Non meno importante l’apporto dei Monferrato.bike, il fornitore di e-bike (le biciclette con la pedalata assistita) che i partecipanti hanno potuto noleggiare godendosi la gita e i suoi saliscendi senza sforzi.

Non va dimenticato infine che “Pedaluma a Po” è un’iniziativa che rientra nel progetto di valorizzazione del Parabolide di Casale Monferrato, supportato dal contributo di Compagnia di San Paolo e capofila del quale è il Comune di Casale.

Un’ultima parola la spendiamo molto volentieri per i “ragazzi” dell’organizzazione centrale di IT.A.CA’, guidati da Pierluigi Musarò dell’Associazione Yoda di Bologna, che con grande entusiasmo sono saliti in sella insieme a noi e ci hanno accompagnato, scoprendo il Monferrato dalle due ruote.

Per concludere con noi del Picchio: era un’incognita questo evento, inserito in una manifestazione che, essendo all’esordio, costituiva a sua volta un’incognita. Come sempre ci abbiamo messo entusiasmo e abbiamo cercato di fare le cose al meglio. Ci siamo divertiti molto, speriamo lo abbiano fatto anche tutti coloro che hanno pedalato sul fiume insieme a noi!